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Reincarnazione, conoscere chi sei veramente

Category: Spiritualità  e Meditazione Articolo scritto da: Silvia Bargellini

vite precedenti reincarnazioneQuando ero bambina non riuscivo mai a finire il cibo nel piatto e le suore dell’asilo mi parlavano di bambini che in Africa morivano di fame, allora mi chiedevo perché io ero nata in una famiglia senza problematiche di sopravvivenza quotidiana, mentre altri bambini morivano di fame dopo pochi mesi o anni dalla nascita?

Provavo un forte senso di ingiustizia in questo mondo, poi a circa 15 anni ho letto dell’esistenza del concetto della reincarnazione: cioè l’incarnazione di un’anima o dello spirito di un individuo in un altro corpo fisico dopo la morte terrena;

l’esistenza di più di una vita (vite precedenti) mi dava la possibilità di incominciare a comprendere le diverse sorti degli esseri umani.

Nel Corso di Meditazione offerto da questo sito, l’argomento viene comunque sia affrontato in maniera approfondita.

…ma principalmente esistono due opposte ideologie sull’esistenza umana, una in cui anima e corpo sono strettamente connessi e dove non solo l’anima ma anche il corpo è sacro, che, seppur ridotto in polvere, servirà per la resurrezione;

e una seconda tesi, dove l’anima è quella parte dell’essere umano che è spirituale, eterna, immortale mentre il corpo composto di materia è solo un eccellente strumento o veicolo per permettere all’anima di fare esperienze nella realtà terrena.

Da qualche decennio il concetto di reincarnazione, a seguito del movimento New Age e della filosofia Antroposofica di Rudolf Steiner si è diffuso in occidente e contemporaneamente sono state tante le persone, soprattutto bambini che dicono di ricordare vite precedenti;

il Dott. Ian Steveson dell’Università della Virginia è il più famoso ricercatore al mondo in questo settore, con l’esame attento di oltre 1040 casi di ricordi di vite precedenti.

Se assumiamo per vera la tesi della possibilità dell’anima di recitare più di un ruolo su questo grande palcoscenico terreno, allora che cos’è un’anima? Dove alloggia nel corpo? Come funziona?

L’università Spirituale Brahma Kumaris fornisce in modo semplice e chiaro la risposta a queste domande. Il primo passo è rendersi conto di essere un’anima e non di avere un’anima.

Esistono due livelli di esistenza, uno fisico, materiale e uno non fisico. Quando ci guardiamo allo specchio vediamo l’aspetto fisico ma al di là di questo esisto IO, una energia che vive con la capacità di creare pensieri, di discernere il giusto dallo sbagliato e con una personalità che è unica, diversa da quella di chiunque altro. Esiste una grandissima differenza tra l’io e la materia.

Il mio corpo, da solo, distinto dall’IO non è grado di decidere, di sentire, di emozionarsi….. un esempio per comprendere questa differenza è quello del taglio del dito.

Se io mi taglio un dito, né il coltello, né il dito saranno turbati da quell’evento, sono io l’anima che soffro per il taglio.

Io l’anima, sono una energia vivente che faccio esperienze su questa realtà terrena attraverso un corpo fatto di materia: le mie esperienze non si limitano alla materia ma superano i limiti fisici di tempo e spazio.

Il mio corpo non può tornare all’infanzia ma io energia vivente si, e analizzando non solo gli studi del dott. Stevenson ma tutti quelli di ipnosi regressiva, alcune persone possono ricordare anche vite appartenute ad altri corpi e ad altri contesti sociali.

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6 commenti

  1. aldo

    Molto,molto interessante in attesa della seconda parte – Grazie -

  2. Francesco Di Giovanni

    in soldoni il concetto di ingiustizia sarebbe miopia.
    esiste una giustizia sostanziale , così come descritto dal codice di Hammurabi a Babilonia ed ogni forza vuole proprio riequilibrio.
    ossia , e parlo per me , studità = ingiustizia presunta, ma a ben vedere , sarebbe versare acqua in un altro recipiente della vita allo scopo di riequilibrare.
    la pazienza è la vitrù dei forti.
    complimenti per l’articolo

  3. Pompea

    E’ un argomento molto affascinante.
    Andrebbe comunque a capovolgere tutta la dottrina cattolica.

    A volte mi capita di andare in un posto per me nuovo e avere la sensazione a pelle di conoscerlo bene.

    Complimenti per l’articolo.

  4. gio

    Ciao, io non ho letto le stesse cose di coloro che mia hanno preceduto, credo profondamente e mi dispiaccio quando nella mia vita non trovo il tempo di sentirmi dentro Dio, ma quando affido a lui la mia vita lui mi ripaga col centuplo, sempre e cio’ lo capisci se ti abitui a non ascoltare i pensieri devianti a lasciarli andare. Prima di questa fase si ripetevano moltissimi dejavu, ora non piu’, non so ma mi sembrano legate le cose. Il corpo secondo me e’ al servizio dell’anima se ti muove lei lui non ha piu’ il potere d’ingannarci, mi viene da condividere questo

  5. Silvia

    @ gio:
    Grazie della condivisione che mi dà l’opportunità di chiarire un aspetto
    importante. Deja vu, sincronismi, coincidenze, sono situazioni che ci
    portano su un cammino di consapevolezza e poi con il tempo quando hanno
    assolto al loro compito diminuiscono o spariscono del tutto.
    Il primo passo in un cammino spirituale è sicuramente comprendere chi sono e
    quando comprendo di essere un’anima e non un corpo per esempio molto
    attraente o anche brutto o quando mi rendo conto di non essere una
    personalità importante con un grande conto in banca, cioè quando sono in uno
    stato di coscienza d’anima posso sperimentare chi è l’Anima Suprema o Dio.
    Il corpo, la personalità, il ruolo che giochiamo sono solo “costumi” del
    grande palcoscenico della vita. Fuori dal “palcoscenico” con una coscienza
    d’anima posso per esempio attraverso la meditazione Raja Yoga incontrare
    l’Anima Suprema che a differenza di me non si incarna in un corpo e non fa
    esperienze terrene e come dici tu, posso anche decidere di affidare a Lui la
    mia vita.
    Un caro saluto, Silvia

  6. Silvia

    @ Francesco Di Giovanni:
    Gentile Francesco, se non comprendo pienamente ciò che mi accade e cosa lo
    regola e quindi la legge del karma, sono affetta da una vera e propria
    cecità. Sono d’accordo con te che la cosa fondamentale è riequilibrare e la
    pazienza è una bella compagna di viaggio.
    Un caro saluto Silvia

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