Per poter veramente agire con amore, o per amore, devo rimuovere, comprendere una serie di paure, dubbi che mi porto nell’animo e che mi bloccano,
la mancanza di stima in me stesso è più grande di quanto io immagini, altrimenti mi sarei già liberato da abitudini che mi avvinghiano.
Lo stato d’animo “pauroso” nasce da scelte e considerazioni formulate male, dalla cattiva gestione del mio tempo e della mia persona… una cattiva gestione del mio tempo può anche imputarsi ad una mancanza di esperienza, anche se la conseguenza è sempre un senso di insoddisfazione.
Questo blog ti offre un corso di meditazione che, fra le altre cose, argina gradualmente l’insoddisfazione colmandoti di una fiducia nuova, che in realtà ti appartiene legittimamente.
Un’altra causa della mia paura e del mio non-lasciarmi andare nelle relazioni è proprio la cattiva interazione con le persone e l’ambiente intorno a me, per cattiva intendo non rispettosa, non curante.
Diciamo: che la paura esiste nella misura in cui creo traumi a me stesso.
Ma cos’è un trauma?
E’ una ferita, una forzatura di determinati eventi, e soprattutto di determinate relazioni. Quando traumatizzo impongo, VOGLIO che qualcosa venga assolutamente fatto.
Quando invece subisco un trauma sto accettando smodatamente ciò che sta succedendo, ossia permetto alla situazione o relazione di penetrarmi eccessivamente (anche qui le cause possono essere diverse ma quando sono traumatizzato sono bloccato).
E che cos’è un blocco?
E’ una scarsa capacità d’intendere, di volere, di realizzare… o peggio ancora capisco quello che va fatto, ma non ho la forza per farlo. Un blocco è quindi una morte graduale, una sterilità degli stimoli ed un rallentamento dei compiti che devo svolgere, un blocco, ahimè ;( è un dubbio profondo se posso farcela, perdo stima di me… mi arrendo.
Precipito in pratica in un: Effetto Fabbrica (??)
L’effetto fabbrica è il seguire passivamente un cammino, un binario che non è mio, è come se io stesso diventi un articolo commerciale in vendita. E questo non è nient altro che: il trauma continuo della vita quotidiana.
Diciamo che oggi il trauma è lo stile di vita della maggioranza delle persone sulla terra. Nel senso che se sto perseguendo un sentiero illusorio perché fondato su di una visione eccessivamente materialistica, corporea, sensoriale, economica, sto traumatizzando ad ogni passo il mio bambino, o essere interiore, la cui voce è troppo fievole per essere udita.
La soluzione appare quindi chiara, non dico facile da mettere in pratica ma almeno è chiara, è proprio nel buio notturno infatti che una luce si vede di più, ciò che bisogna dare atto a questi tempi cupi, almeno, è che ti aiutano a vedere la luce,
e in questo caso una luce guida è: fermati, ascolta. Ascolta il pianto del tuo cuore, delle persone intorno a te, della natura intorno a te, ascolta quel lamento che nessuno può ascoltare perché impegnato a conseguire qualcosa che non arriverà mai.
Sono qui per liberarmi dall’abitudine vegetativa di accettare ciò che mi viene proposto come vero, non perché non vada bene ma perché devo verificarlo, se non mi sento bene. Ascoltare significa dare la possibilità a ciò che è imprigionato dentro di noi, di parlare. Ecco perché le prime volte può essere un pianto, perché solitamente nessuno l’ascolta.
Ma invece devo amare quel prigioniero marcito che giace nel buio del mio cuore, perché quel galeotto sono io, devo guarirmi dalle ferite riportate nel corso della vita, da situazioni sfavorevoli, da relazioni per cui ho sofferto. Ascoltando che cosa sto facendo?
Sto impedendo all’infezione di proseguire. Sto comprendendo fortemente me stesso, e non solo me stesso. Sto gettando le basi per una nuova fiducia, mi sto ripulendo dal sudiciume interiore che mi fa star male. Amare se stessi significa creare una consapevolezza che penetri lo stato d’animo disperato e lo guarisca dal basso.
Il corso di meditazione vuole essere un’espressione di questo amore tuttavia nessuna arma funziona mai se non la conosco e non la padroneggio, la speranza quindi è di donare tempo per padroneggiare sempre più la nostra consapevolezza e la nostra scelta.
Tutto il Meglio per la Tua Realizzazione
Università Spirituale Brahma Kumaris



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25 maggio 2012 alle 08:46
Grazie
Incoraggiante
Bona
25 maggio 2012 alle 09:36
splendido
25 maggio 2012 alle 09:37
Splendido ! Grazie
25 maggio 2012 alle 15:12
SONO PIENAMENTE D’ACCORDO : PER ESSERE SE STESSI E’ NECESSARIO ESSERE.
QUINDI ESTERNERE I PENSIERI PIU PROFONDI , CHE SONO QUELLI CHE CI RAPPRESENTENO, SONO LA NOSTRA ESSENZA.
PER CONOSCERLI E’ NECESSARIO MEDITARE , DOPODICHE’ CONCENTRARSI SULLA TECNICA MENO DISTRUTTIVA PER ESPRIMERLI : SPESSO SONO PENSIERI CARICHI DI RABBIA E RANCORE…VANNO RIELABORATI E TRASFORMATI IN PENSIERI DI SAGGEZZA
SOLO COSI’ SAREMO ASCOLTATI NELLE NOSTRE AFFERMAZIONI E LA FERMEZZA CON CUI CI APPROCCEREMO LASCERA’ SENZA RISPOSTA COLUI CHE AVREMO DI FRONTE.
LAURA V.
25 maggio 2012 alle 20:47
10 e lode . Approfondire la fede , approfondire la fede è importante.
Va bene , costa . Ma è proprio questo valore sacrificato che ritorna.
bisognerebbe fare la cose che piacciono a Gesù e non a me. Mi autotolgo di mezzo , naturalmente in alcuni ambiti , quando capisco che non ho capito nulla . Mi appresto , quindi , a diventare mite quando proprio non lo so fare.Piano piano poi imparo anche io
saluti a tutti
27 maggio 2012 alle 19:25
@ Bona:
@ clara:
Grazie a tutte e due!
Marco
Università Brahma Kumaris
27 maggio 2012 alle 19:26
@ LAURA:
Ciao Laura,
grazie di questo contributo,
Marco
Università Brahma Kumaris
27 maggio 2012 alle 19:27
@ Francesco Di Giovanni:
Ciao Franci, ben trovato anche a te,
dai… la tartaruga vinse la lepre!
Marco
Università Brahma Kumaris
10 luglio 2012 alle 13:52
Ciao laura,
sono daccordo con te ; se colui che abbiamo davanti non comprende o NON vuole comprendere ?
E’ davvero difficile…!