dic 28
57

Mangiare vegetariano: mangiare per la vita

Category: Alimentazione vegetariana Articolo scritto da: Marco De Biagi

Mangiare vegetariano oggi. In questo articolo troverai spunti di riflessione scientifica, etica e spirituale. E troverai anche delle ricette alla fine, se vorrai cimentarti.

Mangiare vegetariano suscita dubbi e perplessità, suscita controversie e reazioni, non solo a carattere nutrizionale ma anche a livello di etica e di antropologia.

Ma bando ai paroloni, e vediamo bene cosa nasconde questo mangiare vegetariano

mangiare vegetariano

 

Mangiare vegetariano = ma l’insalata non soffre?

Di solito quando si affronta l’argomento del mangiare vegetariano in relazione ad un percorso di miglioramento personale e spirituale, l’obiezione che viene rivolta è che tutto è spirituale, anche le piante e gli ortaggi lo sono, e che “uccidere” una pianta di insalata od una carota è come uccidere un vitello.

Penso che siamo un po’ tutti d’accordo sul fatto che la natura vegetale (la natura) sia espressione di un pensiero e di un’idea divina, o comunque sia l’armonia naturale vuole essere una delle espressioni cardine dell’Idea del Creatore.

Ciò non toglie che possiamo vedere la diversità e l’integrazione dei vari elementi naturali in gioco. Ognuno sulla terra possiede il suo ruolo ed in base a questa parte da svolgere è conformato in maniera diversa. Più o meno complessa.

La diversità non va intesa come livello di importanza, di giusto o sbagliato, ma come diversità del ruolo all’interno della creazione, di varietà e di funzione. Sicuramente la frutta e la verdura hanno un ruolo diverso da un pollo ed un vitello, e per questo sono conformati diversamente.

Tornando al mangiare vegetariano, la scienza ha dimostrato da anni che una pianta di insalata, un fiore, una mela … non posseggono il tessuto nervoso cerebro spinale, non posseggono il sistema nervoso centrale. I vegetali non hanno una spina dorsale con infinite diramazioni capillari corporee che rimandano i segnali (di dolore in questo caso) al cervello.

L’organismo vegetale è infinitamente più semplice, semplicità in questo caso è sinonimo di uno stadio che si trova una passo al di là del dolore fisico. Se tu mi chiedi, ma l’insalata non soffre quando la tagli come soffre una mucca quando la sgozzi? La risposta scientifica alla tua domanda è no. Non può soffrire perché non ha le caratteristiche fisico anatomiche per sperimentare quel grado di dolore.

Un’altra spiegazione meno scientifica e più naturale (sempre in ambito di mangiare vegetariano) si trova nel gesto di staccare una frutta acerba dal ramo. Cosa succede? Che miracolosamente la frutta continua a maturare anche quando è stata recisa dalla sua pianta madre. Guarda tutte le banane verdi nei super mercati. Se fossero uguali agli animali allora dovrebbero marcire nel giro di poche ore, come cadaveri. Ma invece continuano ad andare in maturazione.

Questo processo naturale ti spiega il rapporto di non-violenza tra la “morte vegetale” e la morte fisica. Se tiriamo il collo ad un pollo e poi lo lasciamo là, nel giro di poche ore il suo corpo inizia a puzzare perché va in putrefazione ed è immangiabile. Ripeto, se stacchi una frutta dall’albero, se compri delle carote, delle patate, ecc. … queste perdurano.

Adesso prova a farti questa domanda: quale delle due morti è più violenta? Quale vuoi scegliere di attuare ogni giorno, qui sulla terra? La scelta del magiare vegetariano va verso uno spirito di non violenza.

E dato che devo comunque sia cibarmi per vivere, forse è meglio attuare il male minore nei confronti del sistema che mi circonda.

E ti faccio un terzo esempio per chiudere questa area del discorso. DISCORSO nel quale sei il benvenuto, o benvenuta, a partecipare coi tuoi commenti. Qualsiasi tipo di argomentazione che vuole chiarificare e sviluppare il punto di vista proposto da questo articolo è benvenuta.

Prendi adesso il cenone natalizio. Quest’anno la mia famiglia ha deciso di festeggiarlo attraverso una cena vegetariana (anche l’anno scorso in verità).

La pietanza principale è stata una zucca tonda ripiena di un pasticcio di lenticchie e mais, cotta al forno. Quando stavo scavando la zucca per poter far spazio al ripieno, mio padre ha deciso di conservare dei semi che pianterà fra poco. Lì per lì non avevo pensato alla valenza di questo gesto.

Adesso invece vedo il valore della continuità naturale, perché da quella zucca che ci siamo mangiati possono nascere 5 o 10 piante di zucca, o forse anche di più. E da quelle 5 o dieci piante che nasceranno quante decine, o centinaia, di zucche potranno nascere?

Se avessimo scelto di mangiare carne, o pesce, quell’animale sarebbe finito là, morto per aver sfamato 4 persone. La sua morte non avrebbe prodotto altri esseri viventi, non avrei potuto piantare le sue ossa da qualche parte e sperare che nascessero altri manzi.

In base a questa legge naturale e vegetale, vedo che mangiare vegetariano è potenzialmente sinonimo di continuità e di vita della specie (zucca in questo caso); mentre il mangiare carneo è sinonimo di uccisione e di fine. Uccidere significa infatti privare della vita e portare alla morte. Se hai seguito l’esempio del cenone di natale, hai visto come il cibarsi di vegetali porta potenzialmente allo sviluppo di nuova vita.

 

Mangiare vegetariano = io seguo la natura, la natura uccide

Questa è un’altra osservazione interessante che merita analisi. L’esempio si riferisce all’animale predatore, nella savana, alla leonessa magari che rincorre la gazzella azzannandola e mangiandosela. Ora non ci sarebbe nulla da obbiettare, se lo fa la natura perché non devo farlo io?

Il punto di vista spirituale-creativo è cruciale secondo me in questo frangente, perché? Perché io uomo/donna, io essere vivente posso considerarmi un semplice abitante della creazione, della natura, oppure posso considerarmi parte integrante di essa. Cosa vuol dire?

Vuol dire che non solo la natura m’insegna, ma anch’io posso insegnare alla natura. E’ da qui che si genera lo scambio amorevole che da vita all’evoluzione. Fino a prova contraria si chiama Madre Natura, allora è giusto che mia madre m’insegni, è anche giusto per una madre farsi insegnare dai figli a volte.

La leonessa che uccide una gazzella non si cura se la gazzella non potrà più allattare i suoi piccoli che quindi moriranno, pensa invece unicamente al suo fabbisogno. Non si cura tanto del prossimo.

Se la guardi da un altro punto di vista, questa più che legge naturale somiglia alla legge del più forte.

Di norma in un branco, continuando l’esempio degli animali, l’animale ferito che non può più continuare viene lasciato indietro. Se anch’io devo seguire questo esempio cosa faccio? Quando un mio amico non mi capisce più lo mollo? Quando mio nonno non riesce più a lavorare bene, lo lascio al suo destino? Certo che no… perché l’essere umano a differenza dell’animale possiede un codice di solidarietà molto più sviluppato (quando vuole utilizzarlo), questo lo diceva Darwin.

Quindi se la natura mi presenta certe scene, io in quanto essere umano e figlio del Creatore, grazie al dono dell’intelligenza posso dire: no. C’è un altro modo di agire, più rispettoso dei miei simili e meno violento. Ed è là, per compiere il processo evolutivo di pace, che devo indirizzarmi (questo dall’ottica spirituale).

Ecco perché il mangiare vegetariano è uno dei cardini alla base di un cammino di ricerca e risveglio spirituali (interiore).

Ci sono tanti altri punti di vista che si possono toccare riguardo al mangiare vegetariano, ma magari non facciamo indigestione!… e vediamoli nei prossimi articoli, o forse possono venire fuori da te nei commenti in basso.

 

RICETTE

Per concludere, come promesso, clicca qui per una risorsa preziosissima se vuoi cimentarti nella cucina e nel mangiare vegetariano!

57 commenti

  1. Anna

    Buongiorno, ho letto da qualche parte che l’ aglio e la cipolla non vanno bene per chi fa meditazione perchè provocano agitazione. E’ Vero? grazie

  2. Marco

    Yes, tutto vero,

    rallentano il processo e l’arrivo quindi a ciò che un buon meditatore desidera, dipende da quali sono le mie mire, da quanto alto è il mio obbiettivo,

    a presto,
    Marco De Biagi

    @ Anna:

  3. lucia

    e interessante sapere quello che si puo mangiare per una buonna meditazione.vi sono grata se mi indicate quali sono i cibi che mi avvicinano ad una vita sana armoniosa con il mio se superiore. grazie di cuore lucia

  4. Marco

    @ lucia:
    Ciao,

    il tuo sé superiore è non violento, o comunque sia molto meno violento del sé basso.

    Comincia il più possibile a nutrirti di cibi meno impattanti nei riguardi dell’ambiente e di sfere di vita senzienti.

    Riduci o elimina del tutto il consumo di carne e pesce, come prima cosa. E sostituisci con cereali e legumi in quantità adeguate.

    E poi è il turno della verdura ^_^ cruda e cotta, e frutta fresca. Frutta secca come noci, mandorle ecc.. e frutta essicata: uvetta, albicocche essiccate…

    c’è un mondo che puoi scoprire, ed un volume guida molto interessante
    è un libro di Michele Riefoli:
    http://www.veganic.it/libro-mangiar-sano-e-naturale.php

    a presto ^_^
    Marco

  5. lucia

    grazie marco,ho gia iniziato a mangiare cose piu sane, e difficile perche ci sono tante tentazioni,ma un po per volta riusciro. grazie

  6. angela

    UOMO NATURA ANIMALI O SI SALVANO O SI PERDONO INSIEME..
    PIù ATTENZIONE,RISPETTO,AMORE…

  7. Trackbacks

Scrivi un commento

I campi contrassegnati da un asterisco (*) sono obbligatori.